Una lezione da Wells Fargo (da imparare e applicare anche in Italia).

Testo dell’articolo pubblicato il 2.10.2016 su “Il Sole 24 Ore”,  nella rubrica “Alla luce del Sole”.

Di fronte ai 14 miliardi di dollari di multa comminati a Deutsche Bank, i 180 milioni richiesti a Wells Fargo possono sembrare poca cosa. Anche perché la multa non mette in dubbio la solidità finanziaria della banca californiana. Ciononostante, la notizia è grave perché lo scandalo evidenzia una cultura aziendale malata.

Wells Fargo ha ammesso che i suoi dipendenti, nel corso degli ultimi anni, avrebbero aperto fino a 1,5 milioni di conti correnti e 560.000 carte di credito senza l’autorizzazione dei clienti, facendo loro pagare commissioni per servizi non richiesti. Wells Fargo ha anche rivelato di aver licenziato 5300 dipendenti per questo motivo.

La capacità di vendere molteplici prodotti ai clienti (il mitico cross selling) è sempre stata il punto di forza di Wells Fargo. Ora sembra che questo cross selling sia stato ottenuto attraverso un sistema di incentivi talmente brutale da indurre i dipendenti a creare conti falsi. Almeno così traspare da Glassdoor.com – un sito dove i dipendenti condividono opinioni sulle imprese per cui lavorano. Un dipendente scrive: “Se i tuoi risultati di cross selling non riescono a raggiungere gli obiettivi pazzeschi (che continuano a crescere), rischi di non avere un lavoro il mese successivo.” Un’inchiesta del “Los Angeles Times” arriva alle stesse conclusioni.

Come spesso accade in questi casi, John Stumpf, l’amministratore delegato di Wells Fargo, ha cercato di scaricare la colpa su alcuni dipendenti disonesti. Ma in Wells Fargo il fenomeno è troppo vasto perché si tratti solo di qualche mela marcia. Ad essere marcia è la cultura aziendale. E siccome il pesce puzza dalla testa, la colpa non può che essere dei vertici: nel migliore dei casi per aver ignorato numerosi campanelli d’allarme, nel peggiore per aver creato un sistema di incentivi che spingeva i dipendenti alla frode.

Molte imprese tollerano che i livelli gerarchici inferiori commettano frode o corrompano. Alcune volte addirittura li incitano, ma senza mai lasciare traccia.

Purtroppo Wells Fargo non è unica in questa strategia. Molte imprese tollerano che i livelli gerarchici inferiori commettano frode o corrompano. Alcune volte addirittura li incitano, ma senza mai lasciare traccia. In questo modo, possono beneficiare del frutto del crimine, senza mai assumersene la responsabilità: se il crimine viene scoperto, si professano totalmente ignari. Stumpf era già riuscito in questa strategia – sia la Federal Reserve che la novella agenzia per la protezione finanziaria dei consumatori (CFPB) avevano chiuso un occhio sulla responsabilità dei vertici – quando sono arrivate le audizioni parlamentari.

Al Senato Elizabeth Warren ha attaccato Stumpf dicendogli “Dovrebbe dimettersi e dovrebbe essere indagato dal Dipartimento di Giustizia e dalla SEC” (la Consob americana). Dopo questa audizione, il consiglio di amministrazione di Wells Fargo ha deciso di eliminare per quest’anno i 2,8 milioni di dollari di stipendio di Stumpf e di riprendersi indietro 41 milioni di stock option che aveva concesso all’amministratore delegato negli ultimi anni.

Questo giovedì è stata la volta della Camera. Il presidente della Commissione Jeb Hersangling ha esordito chiedendo a Stumpf “che cosa sapeva e da quando sapeva.” In gioco c’è la vendita da parte di Stumpf di 15 milioni di dollari in azioni, avvenuta poco prima che la notizia dello scandalo fosse pubblicata sul “Los Angeles Times”. Insomma rischia un’incriminazione per insider trading. Inoltre, i parlamentari hanno rinfacciato a Stumpf che Wells Fargo fosse già stata multata per le frodi prodotte da incentivi troppo aggressivi. Perché non ha fatto tesoro dell’esperienza? E perché l’AD e il consiglio non si sono accorti del problema, quando c’erano delle soffiate anonime interne che ne parlavano? Di questo passo non mi stupirei se Stumpf fosse costretto a dimettersi nei prossimi giorni.

Nonostante le miserie dell’attuale campagna presidenziale, ci sono tante cose che possiamo imparare dagli americani e una di queste è come si conducono le audizioni parlamentari. A proposito, dove è finita la proposta di Renzi di una commissione parlamentare sul fallimento di Banca Etruria e delle altre tre banche regionali? Potrebbe essere un’ottima occasione per applicare la lezione.


Qui di seguito i link ai precedenti articoli della Rubrica “Alla Luce del Sole”: 

– Una Democrazia senza una Stampa Indipendente non funziona
– State alla larga dai gestori figli di papà
– Un’assicurazione comune contro la disoccupazione per salvare l’Unione Europea
– Quale soluzione per il Monte Paschi?
– Crisi bancarie, chi non impara dalla storia le ripete
– Quel «tesoretto» della bad bank del Banco di Napoli
– Quante sofferenze si nascondono negli “incagli”?
– Cosa Insegnano ad Atlante le Sofferenze del Banco di Napoli 
– Le Operazioni di Sistema sono Aiuti di Stato?
– Aguzzate la vista
L’azione di responsabilità è fondamentale per ricostruire la fiducia nelle banche Italiane
Deutsche Bank e Monte Paschi: similitudini e differenze
– Salvare le banche per far ripartire l’economia
– L’importanza di un Buon Piano di Successione e il Ruolo del Consiglio di Amministrazione 
Le Occasioni Mancate dell’Ufficio Studi Bankitalia
– Cosa fare per evitare che il “decreto banche” diventi solo un regalo alle banche
– Le Assicurazioni, Atlante e la Tutela dei Risparmiatori
– Etica e integrità dei vertici per controllare i rischi 
– Le Responsabilità della Consob sulle Obbligazioni Subordinate
– Gli stipendi degli AD e quei paracadute troppo grandi

2 pensieri su “Una lezione da Wells Fargo (da imparare e applicare anche in Italia).

  1. Molte imprese tollerano che i livelli gerarchici inferiori commettano frode o corrompano. Alcune volte addirittura li incitano, ma senza mai lasciare traccia.

    Quello che lei dice è condivisibile; anche la causa di questo ‘fenomeno’ che lei discute è effettiva. Io aggiungo che i livelli gerarchici superiori inducono quelli inferiori a commettere frode o corrompere/farsi corrompere perché in passato hanno commesso frode o corrotto facendosi corrompere. E’ come dire che siccome io ho tagliato la testa al pesce in passato, allora induco anche lei a tagliarla oggi.

    E la questione importante-di vita o di morte- è che succede se i livelli inferiori non si lasciano corrompere o non si fanno indurre. E’ come dire che c’è il rischio che la testa venga tagliata a lei, non al pesce.

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  2. sicuramente questa indagine parlamentare e’ stata svolta correttamente , peccato non siano stati altrettanto zelanti con la ben piu’ rilevante di 9/11

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