Sulla marijuana aveva ragione Milton Friedman

Testo dell’articolo pubblicato su L’Espresso del 10.10.2014 col titolo “Marijuana libera? Si fuma di meno”

“Marijuana libera”. Nei primi anni Settanta a sostenerlo, oltre ai radicali – da sempre a favore della legalizzazione – erano solo i gruppi di estrema sinistra e… Milton Friedman. Il suo era un semplice ragionamento economico. 11 costo del proibizionismo (in termini di uso della polizia, corruzione, e imposte mancate) era troppo elevato rispetto ai benefici. A quell’epoca, però, solo il 15 per cento degli americani era a favore della legalizzazione, e quindi il presidente Nixon decise di lanciare la “guerra alle droghe.” Fu un altro Vietnam. Più di quaranta anni dopo possiamo dire che anche questa guerra è stata persa. Non solo dal punto di vista militare, ma anche da quello ideologico.

Il 54 per cento dei cittadini americani oggi si dice a favore di una legalizzazione della marijuana. Due Stati (Colorado e Washington) l’hanno già legalizzata ed altri tre potrebbero farlo il prossimo mese con un referendum. Nel frattempo 23 Stati hanno legalizzato la marijuana per uso medico, una proposta che incontra il sostegno del 70 per cento degli americani. Perfino il “New York Times” a luglio si è dichiarato a favore della legalizzazione.
Proprio dalle pagine de “l’Espresso” Umberto Veronesi ha ripreso in Italia la campagna anti-proibizionista, ricevendo moltissime critiche. Al di là delle opposizioni di principio, molti si preoccupano giustamente che la legalizzazione aumenti il consumo di cannabis da parte degli adolescenti. La legalizzazione toglie una sanzione anche sociale al consumo di marijuana e tende ad abbassarne i prezzi, rendendo più accessibile la droga anche agli strati della popolazione con meno soldi (come gli adolescenti). Se effettivamente la legalizzazione portasse a un’esplosione dei consumi tra gli adolescenti, i proibizionisti avrebbero dei buoni motivi. Come è possibile dirimere questa controversia?
Fortunatamente uno studio recente (“Medical Marijuana Laws and Teen Marijuana Use”, di Anderson e altri) analizza l’effetto della legalizzazione della marijuana per uso medico in 11 Stati americani. Grazie al Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie, che conduce un sondaggio biennale sulle abitudini dei giovani, questo studio ha a disposizione informazioni sul consumo di stupefacenti di un ampio campione di adolescenti. Confrontando il consumo di marijuana prima e dopo la legalizzazione, gli autori non trovano alcuna evidenza di un aumento. La stima puntuale è addirittura negativa, ma statisticamente l’impatto è nullo.
Come tutti gli studi basati su questionari, anche questo rischia di sottostimare l’uso effettivo di droga. Ma non c’è motivo per pensare che l’entità dell’errore di stima aumenti con la legalizzazione. Anzi, con la legalizzazione più giovani dovrebbero sentirsi autorizzati ad ammettere che fanno uso di marijuana. Se così fosse il vero effetto della legalizzazione sarebbe inferiore a quello stimato (che è pari a zero). Quindi l’effetto sarebbe addirittura negativo.
Come è possibile che una legalizzazione che riduce i prezzi, non faccia aumentare il consumo dei giovani? La risposta è molto semplice. Se la marijuana è proibita, ci sarà un fiorente mercato nero. Questo mercato nero non discrimina in base all’età. Quindi fintantoché la marijuana è illegale, gli adolescenti vi avranno facile accesso sul mercato nero. Quando la marijuana viene legalizzata, il mercato nero sparisce. E quindi diventa più difficile per un adolescente procurarsi questa droga.
Dimostrata l’inesistenza di un rischio per gli adolescenti, il ragionamento di Milton Friedman a favore della legalizzazione diventa irresistibile. Secondo alcune stime il costo fiscale per l’Italia della mancata legalizzazione della marijuana è pari a più di sei miliardi l’anno. Per non dire che la legalizzazione ridurrebbe la popolazione carceraria del 40 per cento e il numero di processi del 25 per cento. Con il maggiore tempo a disposizione, i nostri giudici potrebbero occuparsi dei reati più gravi e raggiungere le condanne definitive prima dei termini di prescrizione. Ma forse è proprio questo che alcuni oppositori della legalizzazione temono: che comincino ad andare in galera i criminali veri.

4 pensieri su “Sulla marijuana aveva ragione Milton Friedman

  1. Questo post mi lascia molti dubbi. Considero la questione della legalizzazione della marijuana un problema non da poco e che deve essere considerato nella sua totalità.
    Non penso che la legalizzazione porti alla totale cessazione del mercato nero. Il contenuto di THC nelle piante OGM generalmente è molto più elevato (se non ricordo male fino a 8/10 volte) rispetto alle piante normalmente coltivate (attualmente nel mercato nero esistono praticamente solo queste).
    Un’eventuale liberalizzazione sarebbe rivolta alla marijuana con contenuto di THC relativamente basso e “sicuro” nonchè “standardizzato”.

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