Berlusconi comincia la campagna contro l’euro?

La proposta, lanciata da Grillo, di un referendum sull’euro ha già sortito un effetto: le condizioni di Berlusconi per la permanenza dell’euro. In un intervento telefonico durante un convegno del partito sull’UE a Quartu (Cagliari), Berlusconi ha preso per la prima volta una posizione molto chiara sulla moneta unica (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-10-25/berlusconi-si-moneta-unica-solo-tre-condizioni-122558.shtml). Affermando che “non si può più andare avanti, serve un cambiamento”, Berlusconi ha messo le seguenti tre condizioni per la sopravvivenza della moneta unica:
1) La BCE deve diventare il finanziatore di ultima istanza dei governi europei
2) La BCE deve controllare il tasso di cambio con il dollaro per mantenerlo in parità
3) La BCE deve seguire le politiche di quantitative easing del Giappone e gli Stati Uniti.

Delle tre condizioni solo la terza è vagamente fattibile all’interno dei trattati esistenti (anche se incontra la feroce opposizione dei tedeschi). La seconda è contraria al mandato della BCE e molto pericolosa a livello internazionale perché potrebbe innescare una guerra al ribasso tra valute che avrebbe effetti devastanti sul commercio internazionale. La prima non solo è contraria ai trattati costitutivi della BCE, ma è la cosa contro cui tutti i banchieri centrali si schierano. Sarebbe come ritornare alla situazione precedente al “divorzio” tra Tesoro e Banca d’Italia del 1981. I tedeschi (e non solo) preferirebbero uscire non solo dall’euro, ma dalla stessa Unione Europea piuttosto che accettare questa condizione.
Si potrebbe pensare ad una sparata casuale (Berlusconi non è insolito a questo genere di cose), ma è troppo ben articolata per non essere stata preparata.
Berlusconi sta mettendo delle condizioni impossibili per iniziare la sua campagna antieuro?

8 pensieri su “Berlusconi comincia la campagna contro l’euro?

  1. Paul De Grauwe aveva scritto su Vox un articolo limpidissimo su questi punti già nell’agosto del 2011. Consiglio a tutti di leggerlo perché spiega con grande limpidezza la necessità e liceità di un lender of last resort, e pronostica anche l’esito (raramente il lender of last resort ha bisogno di entrare effettivamente in azione) con più di un anno di anticipo rispetto all’OMT.
    Link: http://www.voxeu.org/article/european-central-bank-lender-last-resort
    Non so se qui funzionano i link, lo trovate cercando in google:
    The European Central Bank as a lender of last resort – Paul De Grauwe 18 August 2011

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  2. Mi scusi Prof, ma la prerogativa del “battere moneta” è una prerogativa sovrana, (ovvero nel mondo moderno appartenente agli Stati), o appartiene alla Banca Centrale?
    Da piccolo avevo studiato qualcosa in merito, e mi pare fosse una delle prerogative della sovranità statuale.
    Poi lo Stato può autorizzare ( e dunque delegare) la Banca Centrale.
    Tant’è vero che mi pare che in Italia ci sia stato un periodo in cui c’erano addirittura tre Istituti Bancari autorizzati a stampare moneta.
    Ma la Sovranità monetaria resta in capo allo stato, mai ad un soggetto privato.
    Sbaglio?

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  3. Caro professore, le sue ultime posizioni mi sembrano molto simili a quelle dei professori noeuro alla Bagnai. Intendiamoci, in termini di teoria economica tout court i no euro avrebbero anche ragione sull’insostenibilità della moneta unica, ma lei non crede che, nonostante ciò, si debba fare di tutto per salvarla?
    Grazie,
    Marco

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  4. I tre punti sono in parte in contrapposizione fra loro.
    “1) La BCE deve diventare il finanziatore di ultima istanza dei governi europei”
    Giustamente Zingales evoca il ricordo di quanto faceva BankItalia e il Ministero del tesoro ai tempi dell’inflazione a due cifre. Aggiungo a questo un punto: l’Italia con questo sistema si troverebbe quasi legittimata a creare nuovo debito pubblico tanto c’è mamma BCE che paga. Purtroppo siamo anche famosi per la nostra storia recente in cui la spesa pubblica è stata utilizzata più per e dalla politica che non per il paese.
    A mio avviso mai si dovrebbe arrivare a questo punto altrimenti attività di pungolo e stimolo verso i singoli stati nel fare meglio non ci sarà mai.

    “2) La BCE deve controllare il tasso di cambio con il dollaro per mantenerlo in parità”
    Anche in questo punto concordo con il Prof. Zingales. Andrebbe anche specificato che i movimenti di mercato delle valute hanno un’influenza marginale dalle politiche monetarie delle BC.

    “3) La BCE deve seguire le politiche di quantitative easing del Giappone e gli Stati Uniti.”
    Su questa affermazione credo di avere un visione diversa dal prof. Zingales, la politica monetaria espansiva in Europa, non ha e non avrà almeno nel breve periodo, lo stesso impatto di quella attuata dalla FED in USA: i sistemi di finanziamenti delle imprese sono diversi (bancocentrico/UE vs mercato/FED) l’impatto delle politiche monetaria non può essere che diversamente asimmetrico.
    Negli USA, abbiamo anche simil banche (Fannie & Freddie, Crediti agli studenti per i corsi di laurea) direttamente o quasi direttamente collegati con la politica monetaria, la politica è quindi più “neutrale” o meglio più “simmetrica” di quanto potenzialmente potrebbe avvenire in UE dove una eventuale espansione prima andrebbe verso le banche, poi verso le società quotate, poi… dopo 2/3 passaggi forse alla piccola impresa.
    Il QE o meglio il sostituto europeo CE avrebbe, e ha (come visto dalla prima tornata) solo effetti limitati, non perchè il cavallo non vuole bere, ma casomai perchè il cavallo vede l’acqua in un grande lago ma solo da lontano, e deve percorrere molti chilometri per arrivare a bere: chissà che non muoia durante il tragitto?

    La responsabilità di questo stato di cose è politica la ECB, a mio avviso, sta facendo anche troppo e questo rischi di dare dose crescenti di aspirina, che danno un lieve sollievo, ma non curano la malattia (il termine “rifome strutturali” lo trovo francamento abusato e vuoto. Penso che sia opportuno un adeguamento della politica economica, rimasta agli anni 70/80, leggasi art. 18, ai tempi attuali) ed a lungo andare rischiano anche di far stare peggio l’ammalato

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  5. Perchè di fatto non è quello che ha fatto la FED? Come pensiamo di combattere una deflazione – o una bassa inflazione strisciante – senza un intervento piu’ deciso a livello monetario? Friedman parlava addirittura di “Helicopter Money” , intervento diretto della Banca Centrale che metteva soldi direttamente in tasca ai consumatori. Possiamo sempre far finta di nulla, rispettare i trattati e vedere l’Euro implodere…

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  6. 1. La BC come “lender of last resort” è presente in tutti gli stati con moneta e BC propria. Il che non esclude che la BC sia in molti casi piuttosto indipendente dalle direttive del governo nella normale conduzione della politica monetaria. Ma indipendente non significa che non persegua lo scopo di difendere il sovrano da attacchi speculativi. I mercati lo sanno e nemmeno ci provano. Ecco perchè il Giappone può avere un debito oltre il 200% gdp e pagare interessi bassissimi. Tutte le banche centrali offrono questa garanzia e la stessa BCE è stata costretta a promettere il “whatever it takes” (cioè di porsi come LoLR) altrimenti l’euro saltava. Su questo Berlusconi ha tutte le ragioni. L’euro non può assolutamente reggere senza e l’OMT non è sufficiente perchè è condizionato a un piano ESM su cui qualsiasi paese membro ha potere di veto. Il disastro della c.d. “crisi del debito” in eurozona è tutto legato alla mancanza di questa garanzia.
    2. Il cambio euro/dollaro non scende sotto 1,2% da molti anni, oggi quello potrebbe essere un fair value. In realtà il problema dell’euro non è il cambio esterno, ma il cambio reale interno all’area.
    3. BCE dovrebbe fare QE sui titoli del debito pubblico da subito, in concomitanza con una sospensione del fiscal compact e di tutte le altre restrizioni per spesa per investimenti.

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    • Temo ci sia un fraintendimento sulla definizione di Lender of Last resort. Nel modo come questo è comunemente inteso dai tempi dell’economista inglese Bagehot, è che nei momenti di panico la banca centrale deve intervenire nel prestare ad imprese che sono solventi ma non riescono a rifinanziarsi per colpa del panico finanziario. Questo non significa che le banche centrali debbano finanziare a pie’ di lista la spesa dei governi.

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