Grillo: parliamo del dopo euro

Sarà stato il numero di presenti secondo alcuni al di sotto delle aspettative, sarà stato per coprire i dissensi interni, o sarà stato per riprendere in mano l’iniziativa politica da tempo controllata unicamente da Matteo Renzi, sabato al Circo Massimo Beppe Grillo ha deciso di passare il Rubicone.
Dopo aver parlato a lungo di un referendum sull’uscita dell’Italia dall’euro, Grillo ha deciso di farne il centro della sua campagna autunnale. L’idea è brillante e potenzialmente vincente per il Movimento 5 Stelle, mentre è rischiosa e potenzialmente disastrosa per l’Italia.

Per il M5S si tratta di una mossa potenzialmente vincente. L’Italia è il Paese dell’eurozona dove il sostegno all’euro è più debole. Circa la metà del Paese è antieuro , ma questa metà non trova un’adeguata rappresentanza politica. Finora solo la Lega era apertamente antieuro, mentre il M5S dopo un inizio fortemente antieuro si era un po’ defilato.
Se, come temo, la situazione in Europa continua a peggiorare, il fascino di queste posizioni non può che aumentare. Quindi è un pascolo molto attraente per un politico in cerca di voti.
A rendere questo pascolo ancora più attraente è la trasversalità degli anti euro: li trovi sia a Destra che a Sinistra. Una Lega alleata di Marine Le Pen fa più fatica a catturare i no-euro di sinistra. Un M5S, che ha sempre rifiutato l’asse politico tradizionale Destra-Sinistra, ha migliori chance.
Per finire, si tratta di una mossa di squisita tattica politica. In politica, come in battaglia, si attaccano gli avversari sul terreno dove fanno più fatica a reagire. La proposta di Grillo inchioda PD e Forza Italia alla croce dell’euro, in un momento in cui questo sta diventando sempre più impopolare. Il PD ha sempre scommesso sull’euro e trova impossibile reagire. Perfino Berlusconi, che non ha mai amato l’euro, fa fatica a schierarsi contro di esso, per paura delle conseguenze economiche che un’uscita potrebbe avere sulle sue aziende. Grillo, quindi, inchioda gli avversari su un tema su cui loro non possono reagire, riappropriandosi così dell’iniziativa politica.
Purtroppo, la proposta non è altrettanto positiva per l’Italia. Il crescere della campagna antieuro rischia di reintrodurre il rischio Italia. Già negli ultimi due mesi abbiamo visto un pesante deflusso di capitali dal nostro Paese. Il gran parlare di una possibile uscita dall’euro non può che accelerare questo deflusso. Il possibile effetto è che un’uscita unilaterale dall’euro (oggi una remota possibilità) diventi una necessità sotto la pressione di una fuga di capitali. Il caso argentino, descritto nel mio libro Europa o No, è uno spettro inquietante.

Affinché la proposta di Grillo non si riduca ad una mera tattica politica a scapito del Paese, è necessario che il M5S avanzi anche delle proposte su due punti fondamentali: come pensa di implementare un’uscita unilaterale dall’euro e, soprattutto, come pensa di gestire la politica monetaria una volta usciti dall’euro.
Anche se l’uscita dall’euro potrebbe portare un temporaneo sollievo alle nostre esportazioni, non sarebbe in grado di risolvere i problemi fondamentali della nostra economia. Senza un’àncora ad una valuta stabile, il Paese sarebbe a grave rischio di inflazione (in Argentina quest’anno ha superato il 30%). Il costo del debito pubblico salirebbe, peggiorando il problema del nostro debito. Senza riforme strutturali la nostra produttività ferma da 20 anni non riprenderebbe a crescere. Come pensa Grillo di risolvere questi problemi?
Il merito dell’iniziativa di Grillo è quello di forzare non solo la nostra classe politica, ma anche quella europea, ad affrontare il problema. Per evitare che diventi solo tatticismo politico a spese del Paese, però, Grillo ci deve delle risposte, e ce le deve subito.

8 pensieri su “Grillo: parliamo del dopo euro

  1. In realtà Grillo ha sempre dichiarato di considerare l’Italia un paese già fallito.

    Ha anche pronosticato in varie interviste, la più famosa in Germania, che l’Italia sarebbe fallita nell’autunno 2013. Nonostante i suoi sforzi è riuscito solo a far fallire il suo movimento che io stesso ho votato alle elezioni regionali.

    Ora torna ad attacare l’Euro per velocizzare il tanto desiderato fallimento dell’Italia. Ma non è matto, pensa che non pagando il debito si possa ripartire. Purtroppo il debito lo hanno inmano gli Italiani e le banche Italiane se salta saltiamo tutti tranne lui e chi punta sul fallimento dell’Italia.

    Il dopo euro per Grillo è il suo governo sulle macerie dell’Italia e degli Italiani!

    Grillo ha portato molti temi giusti nella politica ma preferisco non avere il suo governo a queste condizioni!

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  2. L’unico problema per Berlusconi di un’uscita dall’€ sarebbe il costo per acquistare i calciatori all’estero per il suo Milan.Per il resto, dato che la sua attività si limita al mercato nazionale sia per le spese che per i ricavi, se ne può fare un baffo.

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  3. Caro Zingales lei non considera gli enormi benefici che avremo liberandoci dei vincoli posti dall eurozona.
    Si dovrebbe innanzitutto rinazionalizzare
    la banca d italia e consentire ad esse, come accadeva prima dell 81, di finanziare la spesa pubblica portando il deficit all 8/9xcento. Lei,inoltre,dovrebbe sapere che L’inflazione è causata dalla domanda che eccede l’offerta.

    In situazioni in cui (come oggi) c’è un fortissimo sottoutilizzo delle risorse produttive (leggi alta disoccupazione) non c’è, non ci può essere alta inflazione.

    Stati Uniti, Regno Unito,

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  4. Potrebbe trattarsi di mera tattica politica a favore del paese. Regge il gioco a chi, dietro minaccia, cerca di ottenere qualcosa dai burocrati europei.

    La domanda che mi rimane è però diversa: c’è ancora tempo per fare qualcosa? O il tempo è esaurito? Ha ancora significato discutere di interventi o è tardi? Immagino che anche il genovese se lo domandi.

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  5. Dubito fortemente che Grillo sappia come affrontare quei problemi. Rischia di essere malconsigliato.

    Inflazione: il 30% probabilmente è eccessivo. A/simmetrie sta sviluppando un modello previsionale per stimare l’impatto di un riallineamento del cambio sulle diverse variabili macro. Lo tenga d’occhio.
    Alcuni risultati preliminari qui: https://ideas.repec.org/p/ais/pbrief/1401.html

    Ancoraggio ad una valuta stabile: che ne dice della sterlina? 😉

    A proposito del deflusso di capitali negli ultimi due mesi: secondo j.p. morgan al netto sono 4bn

    StefanoC

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    • Più specializzato di Zingales… certo. Ha presente il curriculum di Zingales e quello di Bagnai per caso? Ha presente che uno insegna a Chicago (89 premi Nobel) e l’altro a Pescara? Ha presente che Zingales sono anni che approfondisce l’argomento? No, decisamente no: è più “specializzato” per i suoi gusti chi è più vicino alle sue idee.

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