L’Eurozona vista da Washington

Molti lettori hanno sospettato che fossi io l’autore dell’anonimo libello. Purtroppo non sono io, ma un importante funzionario di Washington. Dico purtroppo, perché lo scritto è arguto e divertente, e sarei ben lieto di esserne l’autore. Ma soprattutto perché, se l’avessi scritto io, si sarebbe potuto facilmente dismettere come un divertissement letterario. Invece si tratta di un indizio autentico di come viene vista da Washington la situazione europea.

Per aiutare a comprendere l’importanza di questo scritto, voglio sottolineare alcuni punti:
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A Washington, nelle stanze del potere, gira un manoscritto anonimo sulla crisi dell’eurozona da cui si capisce che …

Viene presentato come un pezzo di un libro di storia economica scritto nel 2050.  In fondo trovate una traduzione approssimativa. Enjoy!

This chapter is on the so-called euro crisis, which started in Europe in the late 2000s.

We wrote this chapter not so much because the crisis was economically important (even though at the time – about 40 years ago – Europe’s GDP accounted for about 1/4 of world GDP) but because it is revealing of the prevailing schools of thoughts in that troubled period.
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Perché nel giugno 2012 c’erano ancora dei depositi nelle banche greche?

Nel mio libro parlo del rischio che l’incertezza sulla solvibilità delle banche possa portare ad una corsa agli sportelli che trasforma il dubbio in una realtà.  Eppure c’è una eccezione alla regola. Nel maggio-giugno 2012 tra le due elezioni greche l’incertezza era elevatissima. Se Syriza avesse prevalso nella seconda tornata elettorale, con tutta probabilità la Grecia sarebbe uscita dall’euro. Di fronte a questo rischio era ragionevole per i greci trasferire i propri depositi in Germania.  Continua a leggere