Nessuno è innocente nella tragedia greca

Testo dell’articolo pubblicato su L’Espresso del 13.02.2015

Nelle tragedie dell’antica Grecia l’eroe era al tempo stesso colpevole e innocente. Si pensi ad Edipo, che uccide il padre e sposa la madre. Ha commesso due orribili crimini, parricidio ed incesto, e in quanto tale è colpevole. Ma ha agito inconsapevolmente. Non è forse anche innocente?
Nella stessa situazione si trova oggi il popolo greco, di fronte alla tragedia economica. Da un lato è colpevole. Colpevole di aver vissuto per anni al di sopra delle proprie possibilità, per di più mentendo al mondo intero sulla reale situazione delle proprie finanze. Una volta ricalcolato correttamente il deficit di bilancio del governo greco nel 2009 era 16% del Prodotto interno lordo.
La cosiddetta austerity, ovvero il taglio della spesa pubblica, non è una cattiveria imposta dalla Troika, ma una necessità, il frutto inevitabile di una colpa. Il popolo greco è anche colpevole di aver dilapidato una fortuna nelle Olimpiadi del 2004 (Renzi pensaci finché sei in tempo) e in spese improduttive e clientelari. Infine il popolo greco è colpevole di aver votato per anni due partiti, uno più corrotto dell’altro: vivevano di clientelismo finanziato dalla spesa pubblica e di favori fatti ai potenti oligarchi, che controllano quel poco di economia privata che funziona, e ai capi sindacali, che controllano il resto.

Ma allora hanno ragione i tedeschi che sostengono che la Grecia deve pagare per le sue colpe?
Come nelle tragedie greche, la risposta non è così semplice. Il popolo greco, al pari di Edipo, era per lo più inconsapevole. Inconsapevole dei falsi in bilancio dei propri governi, almeno quanto lo erano i funzionari dell’Unione Europea che oggi si ergono a giudici. Inconsapevole dell’insostenibilità della propria situazione economica, almeno quanto le banche francesi e tedesche che hanno prestato, senza troppa attenzione, i soldi che hanno permesso ai greci di continuare a spendere. Inconsapevole che l’aiuto offerto dall’Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale era innanzitutto un aiuto alle banche tedesche e francesi.

Ma allora ha ragione Syriza a chiedere un taglio del debito e la fine dell’austerità?
Anche in questo caso la risposta non è semplice. Oggi un taglio nominale del debito sarebbe difficile da ottenere e forse neppure così necessario. Se in termini nominali il debito rimane elevato, in termini reali no. La maturità del debito è stata allungata a tassi di favore. Quindi il peso reale del debito non è così elevato come appare.
Il vero problema della Grecia rimane la bilancia dei pagamenti. Per lunghi anni il paese ha importato più di quello che ha esportato. Negli ultimi anni si è avvicinata al pareggio, ma lo ha fatto solo grazie ad un crollo delle importazioni: la contrazione del reddito interno ha ridotto i consumi e soprattutto i consumi di beni esteri. Purtroppo le esportazioni non sono cresciute. Una ripresa del reddito, quindi, porterebbe inevitabilmente un deficit della bilancia commerciale difficilmente sostenibile. Per risolvere questo problema non c’è che una svalutazione. Ma finché la Grecia rimane nell’euro non ha questa possibilità.
Il nuovo governo greco capeggiato da Syriza vorrebbe una ripresa dei consumi in Grecia senza un’uscita della Grecia dall’euro. A meno di un drammatico cambio della competitività della Grecia, i due obiettivi sembrano incompatibili. Prima o poi Syriza dovrà cedere su uno dei due. È più facile che ceda sul secondo.

Nelle tragedie di Euripide, l’ultimo degli autori classici, venne introdotto il “deus ex machina”, ovvero un personaggio divino calato sulla scena mediante una macchina teatrale per risolvere la situazione quando l’azione era tale che i personaggi non avevano più vie d’uscita. Anche l’odierna tragedia greca ha un disperato bisogno di un deus ex machina. Senza di esso, un’uscita della Grecia dall’euro sembra inevitabile, anche contro la volontà del popolo greco, che a stragrande maggioranza vuole rimanere nella moneta comune. Senza un deus ex machina a rimetterci saremo anche noi spettatori.

7 pensieri su “Nessuno è innocente nella tragedia greca

  1. E’ vero che nel 2009 il deficit primario complessivo era pari al 15,6% del Pil ellenico (10,5% al netto dell’indebitamento, esclusi i gli interessi consolidati sul debiti pubblico ellenico), ma è anche vero che al 2013 il deficit primario complessivo era pari al 3,2%. Tuttavia il deficit primario -al netto dell’indebitamento- si è trasformato, nel 2013, in un avanzo primario per la prima volta in crescita allo 0,8% e secondo previsioni dell’Imf in continua crescita, al punto da presentare avanzi di bilancio che in prospettiva saranno: all’1,5% nel 2014; 3% nel 2015; 4,5% nel 2016 e nel 2017; 4,2% nel 2018 e nel 2019.
    I dati li potrà controllare meglio a pag. 65 e 66 del rapporto dell’Imf Fiscal Monitor – Back to Work (ottobre 2014). http://www.imf.org/external/pubs/ft/fm/2014/02/pdf/fm1402.pdf
    Il punto è: qual è l’intenzione della Troika (che poi esiste solo come dicitura mediatica e non realmente come istituzione)? Quello di continuare a prostrare ulteriormente un popolo riducendolo alla disperazione di una macelleria sociale che sta realizzando da almeno 5 anni o di iniziare ad allentare i cordoni della e poter far spendere qualche moneta (euro o dracma, sceglieteli voi)?

    Prof. Zingales confido in una sua risposta alla mia osservazione e alla mia domanda. Distinti Saluti.

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    • I cordoni della borsa si sono allentati per la Grecia. Dalla rapporto della Commisione Europea sulla digitalizzazione la Grecia ha avuto lo sviluppo pìù veloce della digitalizzazione, raggiungendo quasi i livelli dell’Italia.

      L’Italia invece è rimasta ferma in fondo alla classifica della digitalizzazione e è anche sprofondata nella libertà di informazione avvicinandosi sempre più alla Grecia. Qui trovi tutti e due gli aspetti con i dati http://tinyurl.com/mmxl83a

      Per quanto riguarda l’avanzo primario, la Grecia spende i soldi che l’Europa e altre istutuzioni le hanno dato con dei tassi che erano più bassi di quelli che paga l’Italia. Inoltre il pagamento degli interessi è stato posticipato di molto. Di riforme la Grecia ne ha fatte poche, l’avanzo primario è frutto anche dei nostri sacrifici e dei nostri risparmi.

      Già ora, con le turbolenze portate dal nuovo governo credo che l’avanzo primario sia ormai un ricordo lontano.

      Io mi preoccuperei più che l’Italia si allaontani dal pessimo esempio della Grecia.

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  2. Giusto ma anche comodo far pagare ai greci le loro colpe….ad esempio…chi ha aiutato la Grecia a truccare i conti?
    Bene questo significa che molti sapevano che la Grecia aveva i conit truccati e molto probabilmente forse lo sapevano qualche grande banca d’affari americana, c’è da sospettare che lo sapessero alcuni funzionari UE e in BCE …tutta gente che oggi si straccia le vesti ma ieri sapevano ed hanno dimenticato velocemente…….
    Perchè l’europa non costruisce in grecia un’economia sostenibile? Ad esempio delocalizzando impianti industriali dall’europa del nord ? Questo consentirebbe di aumentare i posti di lavoro creare reddito tessuto industriale ed esportazioni?
    Certo non è facile, i greci non sono i tedeschi e sicuramente non hanno la stessa mentalità produttiva…. però…… quello che si può capire è semplice come nelal fiaba il re è sempre nudo……quando si è trattato di finanziare le spese pazze dei Greci erano tutti pronti a fornire piani per aiutarli a spendere; ora che serve aiutare la Grecia a risollevarsi sembra che nessuno sia capace di elaborare un piano serio per farlo

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  3. Ottimo articolo come sempre e anche ottime riflessioni di Enrico, le miei perplessità sono 2 non sono certo che la maggioranza dei Greci disideri restare nell’euro e la seconda ho l’impressione che in fondo lei suggerisca alla Grecia l’uscita dall’euro come unica possibilità per una ripresa più rapida piuttosto che un lento e faticosissimo rientro nei parametri di Bruxelles ?

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  4. Noi italiani abbiamo già salvato le banche tedesche e francesi che avevano finanziato il debito greco aumentando il nostro debito pubblico.

    La Francia e la Germania hanno ottenuto in passato, in cambio dei prestiti erogati, grossi ordini in commesse militari e altri beni prodotti in Germania e Francia.

    Il 3° bailout dovrebbe essere fatto così:

    1) Restituzione dei sottomarini tedeschi e delle armi francesi venduti alla Grecia al prezzo di acquisto originale. (la Grecia è il paese europeo con la più alta spesa militare rispetto al PIL)

    2) Le banche che si sono salvate dal fallimento della Grecia mettono i capitali necessari a colmare eventuali ulteriori necessità di bilancio.

    Troppo comodo dimenticare chi si è arricchito con il buco fatto dalla Grecia, le responsabilità si condividono ma si pensano anche.

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  5. Cosa ne pensa di un intervento degli USA a tal proposito? Si, sarebbe un costo non indifferente, ma guadagnerebbero nei mercati e in reputazione.

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