La democrazia secondo Bruxelles

Nel suo ultimo editoriale da Direttore dell’Economist, John Micklethwait lancia una battaglia contro il capitalismo clientelare (crony capitalism), visto come uno dei problemi centrali del XXI secolo.

Poi scrive anche:

“Il solo modo per essere ottimisti sulla democrazia americana è compararla a quella di Bruxelles. Deplorevolmente irresponsabile e inefficace, l’Unione europea è spesso tenuta insieme solo dalla donna che è in qualche modo riuscita ad essere contemporaneamente sia il più grande leader occidentale sia quello più titubante: Angela Merkel. Ma a che scopo? La pressoché permanente crisi dell’euro si è rivelata una classica dimostrazione di disorganizzazione nei processi decisionali, che consistono per lo più nel prendere tempo e rimandare le decisioni”.
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Solo chi sta fuori dell’area euro riesce a vederne con chiarezza i problemi. Chi sta dentro pensa di poterli risolvere solo negoziando un po’ più di flessibilità. (LZ)

2 pensieri su “La democrazia secondo Bruxelles

  1. Condivido il commento, però non è facile mettere d’accordo delle culture differenti, che si sono fatte la guerra per secoli e che non parlano nemmeno la stessa lingua.

    Gli USA hanno utilizzato la cultura europea in un mercato culturalmente e linguisticamente molto omogeneo.

    Il nostro cammino è più difficile, di sicuro alcuni paesi era molto meglio tenerli fuori, ad esempio uno è la Grecia e un altro è proprio l’Inghilterra, anche se per motivi opposti.

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